Traduzioni professionali

Scegliere non è sempre così facile

Nell’ultima decade il settore tecnico informatico è diventato un facile terreno di conquista e contaminazione linguistica; osservando tale fenomeno desideriamo identificare i problemi con i quali la lingua italiana è chiamata a confrontarsi. Tuttavia, vista la pluralità degli ambiti linguistici, per ottenere una visione generale è necessario distinguere tre aree lessicali tecniche, attive e distinte:

 

1)   Il lessico ufficiale dell'informatica, qualificata come una disciplina  specifica e favorevole
2)   Il lessico connesso ai prodotti ( Apparecchiature hardware e software, servizi, ecc.)
3)   Il lessico derivante dal Web            


Nella seconda area linguistica si sono verificati diversi ed interessanti fenomeni come ad esempio la traduzione forzata di singoli vocaboli, circostanza che non implica necessariamente un sintomo di vitalità di una lingua. Gli esiti comici della traduzione di mouse con topo hanno ad esempio prodotto diversi aneddoti. Ed attualmente, per il parlare nostrano l'uso del termine mouse è ormai pienamente familiare e accolto nella lingua italiana; vi sono poi i fenomeni di convivenza linguistica in cui sia le locuzioni di origine anglosassone sia i termini italiani (hard disk/disco rigido) sono stati adottati nell’uso quotidiano. Anche le scelte terminologiche attuate durante la localizzazione di software si sono dimostrate decisive nella costituzione dei gerghi informatici. Un esempio concreto proviene da bookmark, termine presente nell'interfaccia dei principali programmi di navigazione nel quadriennio 1996/2000 e che ora tende a scomparire a seguito dell'inserimento del vocabolo Preferiti da parte di Microsoft nelle interfacce della versione italiana di Internet Explorer.
Nella terza area troviamo il bacino grafico e linguistico di Internet, spazio di comunicazione e socializzazione in grado di stimolare la fertilità linguistica anche al di fuori del settore strettamente informatico. In tale serbatoio vi sono espressioni ed abbreviazioni legate alla scrittura veloce in ambiente digitale (e-mail e sms) come gli emoticons ( le faccine) per esprimere approvazione, intesa, ecc.). Le più comuni abbreviazioni (risp per risposta).

 

Analizziamo ora le ragioni per cui rispetto ad altre lingue (ad esempio il francese) la nostra lingua sembri stentare a adeguarsi e proporre dei vocaboli originali nel settore informatico. Sussiste, infatti, una relazione particolarmente critica tra la terminologia ufficiale, presente in dizionari, e manuali, ed il linguaggio utilizzato nelle software-house e centri d’elaborazione dati. Tali difficoltà si esplicitano attraverso un’evidente auto-censura dei parlanti italiani e sembra essere la causa dell’apparente sterilità della nostra lingua rispetto ad altre. Il lessico informatico in lingua italiana tende, infatti, preferire il prestito più che la creazione di nuovi termini. Effettivamente l’inglese presenta alcune peculiarità che lo rendono più efficace rispetto all’italiano. Il suo assetto grammaticale consente una maggiore sintesi (la possibilità di creare delle locuzioni composte che evitano lunghe parafrasi).

Ecco alcuni esempi: il termine usato per designare in inglese un virus informatico che si diffonde sulla rete è worm, ossia “verme”: In francese il termine usato è invece ver (verme). In italiano si usa la parola inglese. Tra le due parole non vi è una disparità in termini di lunghezza, quindi il principio di economicità non vale, mentre vale il prestigio dell'inglese tra i parlanti della lingua italiana. Il prestito integrale può rischiare di produrre confusione o incomprensione. Un eloquente esempio è rappresentato dal termine hacker << pirata informatico >> che ha dato luogo anche alla formazione di hacheraggio, << pirateria informatica >>. In altri casi si preferisce adottare l’equivalente letterale: window è reso con finestra, nonostante la presenza del sistema operativi Windows. L’assimilazione dei prestiti inglesi si ha con forme nuove come faxare (v.tr.), derivato di fax. L’italianizzazione dei prestiti si ottiene attraverso la suffissazione. Le forme più comuni sono costruite con i suffissi di uso più frequente nella lingua italiana: - are e - izzare per le forme verbali come; ciccare ( premere un pulsante virtuale ), digitalizzare (trasformare in formato elettronico), scannerizzare  ( scansionare ). 

 

Nota importante

Il traduttore consiglia gentlmente a ogni cliente che desidera ordinare una traduzione, prima di inviare il testo per il preventivo tramite la pagina contatti o tramite e-mail, di consultare attentamente le pagine privacy e pagamenti, Grazie.
 

 Copyright © 2014 TP - Traduzioni Professionali tutti i diritti riservati

 

***********************