Linguistica grammaticale

Grammatica

La grammatica è una disciplina che studia le regole fonetiche, ortografiche, morfologiche, lessicali e sintattiche di una lingua. Dallo studio etimologico del vocabolo grammatica si può dedurre che essa, come disciplina che descrive la lingua, si è originata dopo la nascita della scrittura.

La grammatica è una disciplina della linguistica che raccoglie, per ogni diversa lingua naturale, una successione finita di regole necessarie alla corretta costruzione di frasi, sintagmi e parole. Il termine si riferisce anche allo studio di dette regole, attraverso l'utilizzo della morfologia, della sintassi e della fonologia, spesso utilizzando anche il supporto di fonetica, semantica e pragmatica. I linguisti normalmente non intendono per "grammatica" le regole ortografiche, anche se spesso i manuali che si autodefiniscono "grammatiche" includono regole concernenti l'ortografia e la punteggiatura.

 

Origini

L'etimologia del termine rivela che essa deriva, attraverso il latino, dal greco grammatiké (sottinteso téchne), ossia "arte (o tecnica) della scrittura": grammatiké deriva a sua volta da gráphein ("scrivere"), attraverso gramma ("lettera della scrittura"). La grammatica sanscrita risale a Pāṇini, mentre nel mondo greco la disciplina nacque nel periodo ellenistico ai fini dell'interpretazione dei testi letterari antichi[1], in particolare nell'ambito delle ricerche linguistiche della scuola stoica. L'opera grammaticale greca più antica pervenutaci è l'Ars grammatica (Τέχνη Γραμματική), attribuita a Dionisio Trace, alla quale risale la tradizione grammaticale che, attraverso le opere latine e medievali, si è perpetuata fino a tempi recenti.

Finalità e forme specifiche

La grammatica, a seconda delle finalità che si assume, può seguire vie diverse e il termine stesso di grammatica può avere diverse accezioni. Si distinguono dunque:
Una grammatica normativa, ovvero la grammatica tradizionale, finalizzata all'insegnamento, che espone le forme che si fondano sul modello di lingua che viene proposto dalle persone colte e dalla scuola. Viene intesa come l'insieme di tutte quelle norme che regolano l'uso di una lingua e il suo scopo è quello di fornire elenchi di forme, di dettare regole e correggere errori. In senso popolare, quindi, la grammatica è l'arte di parlare e di scrivere senza errori.
Diverse grammatiche descrittive, che intendono descrivere fenomeni linguistici, e non imporre una norma. Tali grammatiche possono:
descrivere uno stato della lingua o di un dialetto sul piano della sincronia, ovvero in un momento storico determinato (ad esempio, la grammatica dell'italiano di oggi, la grammatica del fiorentino del Trecento, la grammatica del dialetto genovese), e pertanto non dà giudizi di valore, perché si attiene solamente alla descrizione dei fatti linguistici, inglobando anche le costruzioni della lingua parlata (che la grammatica normativa difficilmente prende in considerazione);
studiare l'origine e la storia di una lingua diacronicamente (come la grammatica storica, che è parte della linguistica storica);
stabilire corrispondenze fra più lingue, creando così dei rapporti genealogici (ad esempio, la grammatica comparata delle lingue indoeuropee) e altre grammatiche comparate (ramo della linguistica comparativa);
studiare leggi generali, comuni a tutte le lingue (grammatica universale, grammatica generativa)

 

 

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