Interpretario

L’interpretazione rientra, insieme alla traduzione, nel concetto generale di mediazione linguistica e culturale; tuttavia l’interprete non è un traduttore, sono queste due professioni che svolgono compiti diversi, benché vengano spesso confuse l’una con l’altra. In linea generale, si può dire che la traduzione sia la trasmissione di un messaggio da una lingua a un’altra tramite un canale scritto, mentre l’interpretazione lo fa mediante il canale orale o con l’aiuto della mimica (nel caso della lingua dei segni). Quindi, nel momento della comprensione della lingua e del significato trasmesso, le due operazioni sono del tutto simili, dopodiché le loro strade si dividono. Soffermandosi sull’interpretazione, interpretare non significa tradurre parola per parola, ma trasporre fedelmente il senso del messaggio da una lingua ad un’altra. A differenza del traduttore, l’interprete lavora su messaggi fugaci che deve trasmettere istantaneamente; ciò comporta poco tempo per riflettere e per ricercare lo stile più adatto. Pertanto l’interprete svolge la sua attività in tempo reale e a diretto contatto con l’oratore e il destinatario del messaggio, mentre la fruizione dei lettori e l’opera di mediazione del traduttore avvengono in luoghi e momenti diversi che possono ricoprire anche l’arco di secoli.

Modalità dell'interpretazione

 

L’interpretazione si manifesta in varie modalità, diverse per la tecnica e il luogo in cui si svolge il servizio. In ognuna di esse, tuttavia, l’interpretazione è caratterizzata da un “triangolo di comunicazione”, che si scompone in tre fasi:

1)  la fase di ascolto, nel corso della quale l’interprete riceve nella lingua di partenza l’informazione che dovrà rendere nella lingua di arrivo;

2) la fase di comprensione e di analisi, durante la quale l’interprete comprende, decifra e assimila l’informazione da tradurre;

3) la fase di riformulazione, in cui l’interprete rende l’informazione in modo fedele, preciso e completo.

Per quanto riguarda le lingue di lavoro, queste si dividono in attive e passive: le lingue attive sono quelle verso cui l’interprete lavora e si suddividono a loro volta in lingua A (la lingua principale dell’interprete, solitamente la lingua madre, verso la quale egli interpreta a partire da tutte le sue lingue di lavoro) e lingua B (la lingua verso la quale l’interprete lavora a partire da una o più delle sue altre lingue e che, pur non essendo la sua lingua principale, è una lingua della quale ha perfetta padronanza); le lingue passive, o lingue C, sono invece quelle di cui si ha una perfetta comprensione e a partire dalle quali l’interprete lavora verso le lingue A o B.

Interpretazione di trattativa

 

In questa modalità di interpretazione l’interprete lavora per la maggior parte del tempo memorizzando brevi passaggi e rendendoli nella lingua d’arrivo in presenza di due o più persone. L’interpretazione di trattativa è caratterizzata dal suo contesto "informale", come riunioni di lavoro, stipulazione di contratti, manifestazioni sportive, assistenza linguistica in caso di fiere, visite a fabbriche, aziende, musei.

Nota importante

Il traduttore consiglia gentilmente a ogni cliente che desidera ordinare una traduzione, prima di inviare il testo per il preventivo tramite la pagina contatti o tramite e-mail, di consultare attentamente le pagine privacy e pagamenti, Grazie.
 

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